La malva: una pianta facile da coltivare e da essiccare4 minuti di lettura

La malva è una pianta originaria dell’Europa e dell’Asia temperata ed è facilmente coltivabile; conosciuta fin dall’antichità, ha molteplici proprietà benefiche e curative. In questo articolo andremo a conoscere tutti i segreti di questa pianta erbacea, ed in particolare:

  • Caratteristiche, proprietà, benefici, utilizzo
  • Coltivazione e raccolta
  • Essiccazione

Malva: caratteristiche, proprietà, benefici e usi

La malva, il cui nome scientifico è Malva Sylvestris, è una pianta di piccole dimensioni della famiglia delle malvaceae che cresce spontanea e vive anche a più di mille metri d’altitudine, non teme il gelo e nemmeno il caldo eccessivo, si presta bene quindi ad essere coltivata in tutta Italia. Il fusto è eretto e arriva ad un’altezza di 60/80 centimetri; le foglie hanno forma paminervia a 5 o 7 lobi e il loro margine è leggermente seghettato; i fiori, che spuntano da marzo/aprile fino ad ottobre, presentano petali di un brillante color rosa/violaceo. Non è difficile vedere questa piantina proliferare a bordo strada e nei campi incolti, una delle sue peculiarità è infatti la facilità di riproduzione.

Il nome deriva dal latino mollire, che significa ammorbidire, in quanto uno degli utilizzi noti già ai tempi di Ippocrate era come emolliente e lassativo. Le proprietà della malva sono a tutt’oggi conosciute e utilizzate, le principali delle quali sono quelle emollienti e curative contro infiammazioni, soprattutto otorinolaingoiatriche, urinarie, dermatologiche e digestive. La malva è ricca di mucillagini oltre ad un alto contenuto di Vitamine C ed A, oli essenziali e flavonoidi, niacina, tiamina e riboflavina. Gli antiossidanti proteggono dall’effetto degenerativo dei radicali liberi.

Grazie alle mucillagini, la malva viene utilizzata per l’azione emolliente sulla pelle: riduce gli arrossamenti, rinfresca, ammorbidisce e la protegge; è utile anche nel trattamento contro l’acne e la dermatite seborroica. La malva allevia anche il prurito e il dolore delle punture d’insetto semplicemente strofinando alcune foglie sulla zona colpita.

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Le mucillagini hanno anche proprietà antinfiammatorie ed è per questo che spesso le tisane alla malva vengono utilizzate durante i mesi invernali per combattere tosse, raffreddore, mal di gola, sinusite, asma e bronchite. Sempre le mucillagini, agendo sui tessuti molli, svolgono un’azione curativa anche a livello intestinale, creando una pellicola protettiva che migliora il processo digestivo e, insieme alle fibre sempre contenute nella malva, contribuiscono a contrastare la stipsi. In linea generale l’utilizzo della malva non ha controindicazioni e può essere assunta sia da bambini che da anziani e da donne in gravidanza.

Gli infusi a base di malva sono utili anche come antidolorifici e utilizzati come risciacqui contrastano gengiviti, ascessi e piorrea. Vengono utilizzati anche per curare l’insonnia e il mal di testa.

Coltivazione

La pianta della Malva è semplice da coltivare, in quanto attecchisce bene e si adatta generalmente a tutti i tipi di terreni e di climi; nell’orto la si può posizionare sia nelle zone più esposte al sole sia nelle parti semi-ombreggiate; nonostante la Malva non tema il caldo eccessivo, in caso di zone altamente siccitose si può ricorrere a reti ombreggianti per proteggerla nei periodi più critici.

Si può seminare direttamente a dimora nei mesi primaverili, oppure in vaso alla fine dell’inverno per poi spostarla nell’orto in primavera. I semi germoglieranno molto facilmente, addirittura se la pianta viene lasciata a se stessa si propagherà in modo spontaneo. Si deve calcolare una distanza di 25/30 centimetri tra una pianta e l’altra, e per un uso casalingo basteranno poche piantine per ottenere il materiale sufficiente agli utilizzi di tutta la famiglia.

Le piantine non necessitano di cure particolari, vanno annaffiate regolarmente quando sono giovani, poi basterà intervenire solo in caso di prolungata scarsità d’acqua. Sempre finché sono giovani bisogna eliminare le vicine erbe infestanti, poi la pianta di Malva provvederà da sé a conquistarsi il terreno necessario e basterà quindi una pulizia sporadica dell’area intorno a loro. La fioritura inizierà a primavera, durerà per tutta l’estate e a seconda della zona in cui cresce non sarà difficile usufruirne fino ad autunno inoltrato. Vanno raccolti i fiori in boccio e le foglie più tenere e giovani, prestando attenzione a scegliere quelle più sane, prive di lacerazioni o manifestazioni di parassiti; potranno essere consumate sia fresche nelle insalate, minestre, frittate, risotti e sformati, che essiccate per preparare tisane.

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Essiccazione

Per procedere all’essiccazione dei fiori e delle foglie della Malva, bisogna innanzitutto scegliere le foglie migliori e staccarle dalla pianta senza il peduncolo, mentre i fiori vanno recisi alla base del bocciolo. Si provvede poi a lavare le foglie e ad asciugarle anche con una semplice centrifuga da insalata; i fiori invece non vanno assolutamente lavati. Si ripongono poi nell’essiccatore a 40 gradi e dopo circa due o tre giorni sia le foglie che i fiori saranno pronti; si potranno dunque spezzettare con le mani e riporli in barattoli di vetro scuro e con coperchio ermetico, e comunque al riparo dalla luce.

Conclusioni

Con queste semplici procedure si avrà quindi a disposizione la Malva per preparare tisane, che cureranno praticamente a costo zero molteplici disturbi e malanni di stagione.

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