Ornare la propria casa con il tronchetto della felicità4 minuti di lettura

Per donare alla casa un tocco di colore, vita e salubrità sono sufficienti delle semplici piante. Ogni ambiente domestico può essere valorizzato nel modo giusto: l’ingresso, la cucina, il soggiorno, il bagno e persino le scale possono essere migliorate con l’aiuto della giusta pianta. Ebbene, non tutte le piante d’appartamento però sono uguali; una in particolare è perfetta per qualsiasi ambiente della casa e dell’ufficio, non richiede particolari cure, incide positivamente sull’umore e purifica persino l’aria. Di cosa sto parlando? Della pianta per eccellenza: il tronchetto della felicità, noto anche come yucca e il cui termine tecnico è Dragacea Fragrans. Appartiene alla famiglia delle Agavaceae e affonda le sue origini nella tradizione popolare; questa pianta acquatica subtropicale era infatti tradizionalmente considerata un portafortuna da tenere a casa poi intorno agli anni 80 si diffuse la convinzione per cui il tronchetto della felicità fosse la tana preferita di un ragno velenoso il cui morso provocava il contagio dell’AIDS. Fandonia che portò, seppure per un limitato arco di tempo, alla drastica scomparsa di questa piante dalle abitazioni e dagli uffici. Oggi, fortunatamente e credenze popolari a parte, la yucca è nuovamente una delle piante maggiormente preferite per ornare casa, sia dai designer che dagli amanti del verde.

  • Tronchetto della felicità: perché si chiama così?
  • Come si cura il tronchetto della felicità?
  • Quali sono i motivi per tenere in casa un tronchetto della felicità?

Tronchetto della felicità: perché si chiama così?

Il nome scientifico del tronchetto della felicità è Dracaena che deriva dal greco e il cui significato è femmina di drago. Questo particolare nome nasce dal fatto che da una delle sue specie viene estratta una resina rossa detta sangue di drago. Alla Dracaena, nelle isole Canarie, venivano un tempo attribuite proprietà magiche ed era molto conosciuta per essere impiegata da streghe e santoni nel guarire ferite, piaghe, ustioni e persino la lebbra.

L’attuale e più recente nome di tronchetto della felicità invece si deve ai particolari benefici che questa porta sia a livello fisico che psicologico, migliorando allergie, attenuando gli stati di stress, ansia e tristezza; donando quindi più vitalità e allegria alle giornate.

A tutto ciò si aggiunge la longevità di questa pianta e la sua capacità di resistere anche ad ambienti particolarmente ostili. Non necessita di luce o specifiche condizioni climatiche e ha bisogno davvero di pochissime cure.

Come si cura il tronchetto della felicità?

Il tronchetto della felicità è particolarmente diffuso e utilizzato per ornare abitazioni ed uffici grazie alla sua facilità di coltivazione anche per i pollici verdi meno esperti; una pianta insomma che si adatta a chiunque anche a chi non ha particolare dimestichezza nel prendersene cura.

Essendo una pianta di origine tropicale richiede un clima caldo-umido e di sufficiente luce purché non sia diretta. La sua temperatura ideale insomma si aggira intorno ai 26 gradi e non deve scendere mai al di sotto dei 10; proprio per questo motivo in inverno è bene collocare il tronchetto della felicità lontano da balconi e finestre per evitare spifferi e correnti d’aria ma è altrettanto importante non porlo vicino a fonti di calore come termosifoni o caminetti.

In inverno, la pianta può essere annaffiata anche una volta, massimo due, a settimana mentre durante la stagione estiva è necessaria una frequente (anche a giorni alterni), ma moderata, irrigazione. Troppa acqua infatti potrebbe far marcire le radici della pianta, perfette invece le nebulizzazioni con uno spruzzino che ricreano l’umidità tipica del suo habitat naturale.

Fondamentale per la salute del tronchetto della felicità è la sua pulizia dalla polvere. Bandito l’uso di lucidanti chimici, è invece sufficiente una pezza o un batuffolo di cotone imbevuto di sola acqua e passato sulle foglie. Se si vuole rinvigorire invece l’aspetto delle foglie ormai opache basta aggiungere all’acqua un po’ di latte e le jeux sont fait. Ogni due anni è consigliabile trapiantarla in un vaso più grande per evitare che, crescendo, lei o le sue radici possano soffrire in uno troppo piccolo.

Se le foglie del vostro tronchetto della felicità hanno le punte secche o le foglie stesse sono ingiallite e non si mostrano in perfetta forma occorrerà intervenire su questi punti e spostare la pianta in un luogo dell’abitazione più soleggiato o con un clima più idoneo; importante anche l’aspetto relativo alle annaffiature che, come anticipato, non devono essere troppe ma neanche troppo poche.

Quali sono i motivi per tenere in casa un tronchetto della felicità

Potremmo stare qui fino a domani ad elencare i vantaggi del tenere in casa o in ufficio un tronchetto della felicità ma cercheremo di non essere troppo prolissi.

Non solo si tratta di una pianta esteticamente bella e in grado di conferire, a qualsiasi ambiente, un tocco di eleganza e buongusto ma dà innumerevoli benefici anche alla salute fisica e psicologica. Allontana stress, depressione, paure e stati di ansia ma è anche capace di assorbire una grande quantità di anidride carbonica e agenti atmosferici inquinanti aiutando la naturale depurazione dell’aria e agendo come una sorta di filtro.

Necessita di pochissime cure, non richiede ambienti e condizioni climatiche particolari. Infine, è anche economica; il prezzo infatti si aggira tra i 20 e i 100 euro a seconda della sua altezza.

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