Tutto sulla dimorphoteca o margherita africana6 minuti di lettura

A chi piacciono le margherite? A tutti, davvero a tutti e chi è che non sogna di visitare almeno una volta il Sud Africa? Ancora, tutti.

Bene il Sud Africa potrebbe risultare un pò lontano e fuori mano, ma le margherite no, quelle sono facilmente reperibili ed in più mettono davvero molta allegria.

Ancora un’altra domanda… cosa c’entrano le margherite con l’Africa? La risposta è semplice la combinazione di questi due elementi corrisponde solo ad una tipologia di fiore, la margherita africana.

In questo articolo tratteremo di vari aspetti riguardanti questo magnifico fiore e in modo particolare:

  • le caratteristiche generali della margherita africana;
  • come coltivarla;
  • i migliori metodi per far riprodurre la pianta.

La margherita africana, il fiore dell’unione di due mondi differenti

La margherita africana, meglio nota come dimorphoteca tra gli esperti, è una pianta di natura erbacea che fiorisce annualmente e appartiene alla famiglia delle Asteraceae.

Il suo nome volgare, margherita africana, deriva dalla notevole somiglianza alla più nota margherita, ma dato che fiorisce e cresce originariamente nelle zone del Sud Africa, viene così definita.

Il periodo classico in cui fiorisce è durante la stagione estiva fino ad arrivare in molti casi all’inizio dell’autunno, naturalmente se viene ben curata. Durante i mesi freddi dell’inverno poi come molte piante ed animali fanno per sopravvivere al gelo, si concede un lungo periodo di riposo andando in “letargo” per poter poi rifiorire durane la stagione successiva.

Vediamo quali sono le varietà appartenenti a questa pianta più comuni e facilmente reperibili, le principali sono tre:

  • La dimorphoteca pluvialis: questa tipologia di margherita africana si caratterizza principalmente dal colore dei suoi fiori, tendenzialmente di colore bianco latte ma con una particolarità al centro dove si può trovare una nota accesa di porpora. Questa pianta fiorisce prevalentemente tra i mesi di maggio e settembre.
  • La dimorphoteca aurantica: contrariamente a quanto detto sopra, questa tipologia di margherita africana è nota per il colore decisamente più acceso dei suoi fiori che tendono all’arancione. Questo colore così intenso deriva soprattutto dal clima caldo che la dimorphoteca aurantica predilige.
  • La dimorphoteca osteospermum: questa tipologia comprende la maggior parte delle varietà di margherita africana, infatti i suoi colori variano dal giallo tenue al viola intenso. Inoltre da una stessa pianta possono nascere fiori di colori differenti contemporaneamente.
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Indipendentemente dal tipo di margherita africana di cui si tratta, ciò che generalmente le accomuna tra tutte è il colore verde chiaro delle foglie molto acceso, nonché la loro forma lanceolata.

Come coltivare la Margherita africana in casa e in giardino

Per far sì che questa pianta dia il meglio di sé e risplenda al massimo, c’è bisogno di darle particolari attenzioni e “coccole”in più.

In particolar modo in parte dal presupposto la Margherita africana, abituata a climi caldi non resiste minimamente a temperature troppo basse, in particolare oltre i – 2 o – 3 gradi.

Nei mesi freddi invernali è consigliabile tenerla in casa al riparo da possibili correnti d’aria e se possibile, qualora si vedesse che la pianta risente ulteriormente del clima freddo, si può addirittura pensare di “abbracciarla” con foglie secche o della paglia, un po’ come se si volesse proteggerla dal freddo con una coperta.

Questa “coccola” in più in alcuni casi, specie laddove si viva in zone in cui d’inverno gela spesso, può determinare la sopravvivenza o meno della pianta.

Altro fattore di vitale importanza, è l’essenziale presenza del sole e della sua luce per far si che la margherita africana abituata ad un clima a dir poco caldo fiorisca e risplenda. Contrariamente non solo senza la luce del sole non fiorirebbe, ma in più crescerebbero solo poche foglie.

Se si decide di tenere la dimorphoteca all’interno della propria abitazione, è bene scegliere la terra adatta al suo sviluppo.

L’ideale sarebbe farsi consigliare da un bravo vivaista, il quale in ogni caso opterà certamente nel consigliare un tipo di terriccio piuttosto misto in cui oltre alla terra arricchita con vitamine e minerali sarà presente anche della sabbia.

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Come aggiunta per favorire la fioritura e farla durare più a lungo, si può utilizzare un concime naturale, senza pesticidi, del tutto privo di componenti chimiche e specifico per questo tipo di piante da fiore.

Il periodo in cui bisognerebbe innaffiare più spesso la margherita africana è in particolare durante i primi mesi di fioritura, a partire da maggio.

Nel caso invece si notasse che alcune foglie perdono vitalità o il loro colore, sarebbe buona cosa potarle, e in casi in cui si vedesse particolare sofferenza si può arrivare anche a tagliare gli steli stessi. Ad ogni modo ogni anno in ottobre, finita la fase di fioritura e prima del “letargo”, è necessario potare un pò le piante.

Come farle moltiplicare e come curarle in caso di necessità

Se si dispone di uno spazio come un terrazzo o un giardino, si può effettuare una procedura particolare utile a far riprodurre la pianta. Così facendo si potranno generare tante piccole talee di margherita africana di differenti colori e tipologie.

Facendo una piccola premessa va precisato che questa pianta possiede sia fiori ermafroditi con funzionalità di genere femminile ai fini della riproduzione, sia fiori ermafroditi di genere maschile.

Entrambi i fiori si trovano nella parte centrale del capolino.

Bisogna però precisare che per permettere alla pianta di riprodursi non bisogna farla ammalare. Il primo metodo per evitare che si ammali è fare attenzione che dopo averla innaffiata l’acqu non ristagni ma piuttosto che scoli bene. In questo modo si eviteranno del tutto muffe o il proliferare dei batteri.

Il primo step molto utile in questi casi è rinvasare le piante. Travasando la pianta da un vaso ad un altro e arricchendolo di sostanze nutritive la pianta ritroverà presto il suo vigore. All’interno di un buon concime non possono mancare sostanze quali il manganese, azoto, ferro, boro e soprattutto lo zinco.

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Altra accortezza da avere è quella di usare sempre durante la potatura forbici e strumenti ben disinfettati, in quanto la mancanza di pulizia può essere un valido alleato dell’insorgere di malattie e parassiti.

Infine dopo essersi assicurati che la pianta in questione gode di buona salute è possibile farla moltiplicare attraverso l seme oppure tramite le talee semi legnose.

Nel primo caso si dovrà operare all’inizio della bella stagione, verso maggio, nel secondo caso invece è bene aspettare anche giugno luglio, comunque l’estate inoltrata. Dopo che le prime piantine saranno spuntate verrà il momento di posizionarle nella terra e questa operazione darà fatta mantenendo sempre una giusta distanza l’una dall’altra.

In conclusione possiamo affermare che anche la margherita africana per star bene e risplendere all’interno della nostra casa o del giardino ha bisogno di particolari cure, e seppur può sembrare faticoso, se si è appassionati delle piante e della vita in generale, si sarà ben disposti nell’accogliere una nuova piantina in famiglia.

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